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L’OPERA
E’ strano che proprio in questi giorni di fine estate, funestati dalla pioggia e da insistenti sommovimenti tellurici, stia per arrivare nelle librerie un libro pensato nei giorni surreali che hanno seguito il 6 aprile del 2009. Io dormivo, ignara dei presagi della catastrofe, non avevo dato peso alle parole di mio marito (geologo); trovavo normale che registrasse sul sismografo le piccole scosse – sempre più frequenti e di intensità crescente – che solo raramente riuscivo ad avvertire. Avevamo trascorso una tranquillo pomeriggio domenicale, di quelli senza impegni. Al centro commerciale avevamo acquistato un piccolo orologio unito al suo piedistallo tramite una molla. Romolo non me lo aveva detto, ma lo riteneva un “Piccolo sismografo”; ha poi raccontato che quella domenica sera più volte aveva vibrato. Dormivo quella notte, e quando mi sono svegliata di quei tragici 21 secondi forse ne restava la metà. Ho aperto con orrore gli occhi sul grande armadio a specchio che oscillava, sembrava dovesse cadermi addosso, schiacciarmi. Quando tutto è finito, immersa nella fredda luce di una splendente luna piena, avvolta in un cappotto indossato sopra il pigiama, mi sono ritrovata a guardare la strada pensando: “L’Aquila non c’è più”. Nei giorni seguenti - quando tutto intorno sembrava non essere vero, quando tornare a casa era l’ultimo dei pensieri e di ora in ora giungevano notizie terrificanti, quando a più riprese la terra iniziava a tremare con violenza – abbiamo iniziato ad inventare il nostro romanzo. Le lunghe discussioni sono divenute parole e le parole frasi. I personaggi sono arrivati ed hanno iniziato a vivere, sorridere, piangere, arrabbiarsi … Non più fredde parole su una pagina bianca, ma amici cari che in qualche secondo hanno perso la casa, i sogni, la speranza e, purtroppo, a volte anche la vita. Le loro storie sono dedicate a chi quei terribili secondi li ha vissuti veramente.
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Commenti
Struggente è la conclusione nella quale la conta dei 21 secondi fatali si fonde a quella dei morti cui l’opera è dedicata.
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