La Borragine

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La Borragine cresce spontanea in tutta Europa allietando i prati incolti e i bordi delle strade con i suoi splendidi fiori blu.

Si narra si sia diffusa dall'Oriente e che il suo nome derivi dalle parole arabe "Abou (padre)" e "Rash (sudore)".

Le antiche civiltà utilizzavano le sue proprietà sudorifere per curare il raffreddore, la bronchite e i reumatismi.
Oggi sappiamo che la Borragine contiene buone quantità di vitamina C e Potassio.

Greci e Latini apprezzarono molto i suoi effetti. 
Il termine potrebbe derivare dal nome del lungo mantello di ruvida lana di pecora  indossato dai pastori "Borus". Avete notato che la pianta è completamente ricoperta da lanugine?
Ma i romani erano soliti chiamarla "Pianta della felicità", Plinio e Dioscoride affermavano che contro la malinconia non c'era nulla di meglio di un
a bella tazza di vino caldo con qualche foglia tritata di borragine.

Oggi tra le proprietà terapeutiche riconosciute ai fiori di Borragine, oltre alla capacità di placare la tosse, vi è l'effetto rilassante che forse spiega la sensazione di benessere provata dai nostri avi.
Le case dove si celebrava un matrimonio erano decorate con borragine; Marziale dichiarava che era l'unica erba capace di rallegrare il cuore dell'uomo donandogli allo stesso tempo forza e audacia.

Anche i Celti credevano che la pianta infondesse coraggio e bevevano vino con borragine prima di una battaglia.
Ovviamente c'è  chi sostiene che il suo nome derivi dal celtico "Barrach" che vuol dire "Uomo coraggioso"!
Un detto inglese "Borage for courage" sembra descrivere l'effetto della Borragine sulle ghiandole surrenali che, dopo l'assunzione, iniziano a produrre adrenalina.


Nel Medioevo le dame ricamavano i fiori della borragine sulle vesti indossate dai Cavalieri nei tornei oppure quando partivano per le Crociate. Erano santi, eroi o solo pazzi?
Il medico napoletano Giuseppe Donzelli nel 1667 scriveva: "l’acqua di borragine è appropriata al cuore, perché lo rallegra, e lo corrobora. Toglie l’immaginazioni cattive, acuisce la memoria, e la mente, e discaccia dal corpo tutti gli umori cattivi. È utile ai melanconici, e frenetici (pazzi deliranti)”.

Durante il regno di Luigi XIV con la sua bellezza la Borragine allietava i giardini di Versailles. Del resto è una pianta in grado di ingentilire ogni giardino; anche dal terreno più roccioso si ottiene la splendida fioritura che colora la primavera di uno straordinario blu-violetto.

Strano ma vero: tanta bellezza all'occorrenza può alleviare il mal di testa da raffreddamento e ammorbidire il catarro.

Per il tuo infuso usa un cucchiaio di fiori di Borragine tritati, aggiungili a una tazza di acqua bollente e fai riposare per dieci minuti.

Se preferisci lo sciroppo prova a mescolare il succo ottenuto dalle foglie con miele e succo di limone.

Attenzione. La Borragine contiene piccole quantità di un alcaloide (Pirrolisidina) che in caso di sovraddosaggio può causare problemi al fegato.

In caso di ascessi dentari, ustioni o per calmare il prurito provocato da eruzioni cutanee puoi usare cataplasmi o decotti di foglie fresche.


Attenzione: le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico.

Coltivare la Borragine in giardino o terrazzo è molto semplice, ma se decidi di raccoglierla in campagna, da maggio a settembre, ricorda di non confonderla con piante simili che potrebbero essere velenose. Prima della fioritura puoi utilizzare tutte le parti della pianta, dopo solo le foglie più tenere.


Se vuoi conservare la Borragine per usarli in inverno essiccala in un locale buio,ventilato e asciutto, una volta secca inseriscila in contenitori ben chiusi e riponi al buio.

 

 


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