E' possibile evitare le tragedie?

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Il solito “bollettinoalt di guerra” diffuso dai telegiornali di ogni rete ieri annunciava qualcosa di più inquietante delle solite “vittime del sabato sera”, tragico elenco di giovani vite finite sulle strade del ritorno dai locale notturni.
…sono 19 le vittime della Love Parade…”.
Penso che la maggior parte degli italiani abbia guardato lo schermo con aria interrogativa. “Cosa sarà mai?”. Sì, perché di solito ben poco si sa delle varie manifestazioni che richiamano migliaia di giovani. Branchi inquieti che cercano nella musica una propria identità, quella che forse non possono proprio trovare in una civiltà tutta volta alla logica del guadagno.

 


La Love Parade era stata pensata da un Dj di Berlino - Matthias Roeingh a tutti noto come Dr. Motte – poco prima della caduta del “muro”; una grande festa di musica “Techno”.Era l’anno 1989. La tragica edizione 2010 si è svolta a Duisburg, una città del Nord Reno Vestfalia. Per il grande party era stata individuata l’area di una vecchia stazione merci della città, capace di ospitare 300.000 persone. Per il concerto finale era stata predisposta una spianata all’aperto, accessibile da un sottopassaggio lungo 200 metri e largo 20.
Attorno alle 17:00 si era creata una vera e propria ressa; il tunnel si stava trasformando in una trappola mortale per i “Ravers”. Nel tentativo di poter trovare una via alternativa, assolutamente non prevista dagli organizzatori della manifestazione, molti giovani avevano iniziato ad arrampicarsi su alcune impalcature. Le strutture non avevano alcuna possibilità di reggerne il peso, sono crollate schiacciando le giovani membra dei ragazzi che si accalcavano per raggiungere al più presto il loro paradiso musicale.
Una tragedia, diciannove di essi non vedranno più il sole, hanno finito i loro giorni schiacciati, intrappolati, sotto un tunnel stracolmo. Nel frattempo in superficie si ballava al frastuono assordante della loro musica preferita.
Sì, al di sopra molti festeggiavano ignari, ma alcuni sapevano del dramma che si stava consumando; praticamente sotto i loro piedi. Le autorità erano state informate, ma hanno deciso di tacere. Dare   l’allarme avrebbe creato il panico, bisognava a tutti costi far defluire la folla nel miglior modo possibile. Una folla che probabilmente non sarà possibile quantificare con esattezza, probabilmente molto più numerosa delle 300.000 persone che il party avrebbe potuto ospitare.  Ma è inutile fare sempre polemiche a disastro già avvenuto.
Era già stato stabilito che il prossimo anno la Love Paradesi sarebbe svolta a GelsenKirchen, altra città del Nord Reno Vestfalia, ma la festa è finita prima ancora potesse iniziare. Oggi il suo organizzatore, Rainer Schaller, ha annunciato che non ci saranno mai altre edizioni.
Il Dr. Motte, che l’aveva creata, ritiene sia giusto che la manifestazione abbia fine. D'altronde era nata con lo scopo di diffondere la pace attraverso l’amore e la musica ma, come troppo spesso accade, aveva finito per essere sfruttata a scopi commerciali a volte leciti ed altre un poco meno. Un bacino immenso per chi trae profitto dal commercio di alcool e droghe sintetiche. E poi la sicurezza! Molti prima della parata avevano attaccato l’idea del tunnel quale univa via di accesso al concerto finale. Presagivano la tragedia, ma non sono stati ascoltati.
 “Un caso da manuale di tutto quello che non si deve fare per organizzare un raduno del genere”, è stato il commento del capo della nostra Protezione Civile, Guido Bertolaso. Non posso fare a meno di pensare alle dichiarazioni fatte il 30 marzo 2009 circa la possibilità che la città dell’Aquila fosse colpita da un terremoto distruttivo.
Sarebbe certamente possibile evitare alcune tragedie. Ma spesso chi deve prendere le decisioni è fallibile. E spesso le decisioni sono dettate da motivi che vanno ben oltre il buonsenso.  

 

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