Ci prepariamo a festeggiare in pompa magna i cento anni dell’unità d’Italia; c’è veramente qualcosa da festeggiare?
Scontri sanguinari e giovani vite spezzate hanno condotto ad un’unione certo non voluta da tutti. Erano gli anni nei quali si andava affermando un’organizzazione criminale denominata “mafia”, esportata poi anche negli Stati Uniti, che ci ha qualificato come “mafiosi”. A volte siamo apparsi agli occhi del mondo come un popolo pigro, non produttivo e dedito al solo divertimento, altre come una massa di truffatori.
Gli anni della “dolce vita” si sono fusi con il terrorismo, le crisi economiche ed una serie di governi incapaci di portare a termine il mandato. Poi “mani pulite”; sembrava la panacea di tutti i mali, ma negli anni successivi la corruzione è stata ancora peggiore.
Oggi: un Primo Ministro che cerca di arrampicarsi sugli specchi di un consenso che oramai è quasi impossibile ottenere, (pur pagando molto bene!); una città amata come Napoli che sembra essere più famosa per la spazzatura che per il suo incantevole golfo; il sito archeologico più importante al mondo che crolla muro dopo muro … un governo sempre “sull’orlo di una crisi di nervi”!
All’interno di questo mondo impazzito, che ci fa apparire nelle cronache internazionali come protagonisti di una serie di barzellette, c’e però almeno un’eccellenza che ci viene riconosciuta; lo scorso 16 novembre, a Nairobi, la “Dieta mediterranea” è stata inserita nel “Patrimonio culturale dell’Unesco” dal Comitato Intergovernativo dell’Ente. La Dieta Mediterranea è stata approvata all’unanimità!
Promotori della candidatura sono Spagna, Italia, Grecia e Marocco; i paesi ai quali si ispira la tradizione alimentare premiata i cui alimenti base sono verdura e frutta di stagione, cereali, pesce e poche quantità di carne e grassi animali. Il tutto ovviamente condito con olio extravergine di oliva ed annaffiato da un buon bicchiere di vino (un bicchiere non una bottiglia!).
La Dieta Mediterranea non è solo un insieme di abitudini alimentari, è un vero e proprio stile di vita improntato sulla salubrità e qualità degli alimenti. Ruota attorno a tre pasti principali: colazione, pranzo e cena. Tra un pasto e l’altro occorre consumare due spuntini, a metà mattina e metà pomeriggio.
Secondo numerose ricerche mediche questo regime alimentare ha effetti benefici sulla salute, riducendo l’incidenza della mortalità per malattie cardiovascolari e tumori. Inoltre contrasta l’insorgere di morbo di Alzheimer e della sindrome di Parkinson.
Il nome “Dieta Mediterranea” venne coniato negli anni ’50 dal nutrizionista statunitense Ancel Keys. Fu in voga per circa un ventennio poi venne dimenticata; tornò alla ribalta negli anni Novanta dello scorso secolo e con i trascorrere degli anni si è affermata come stile di vita, prima in Europa ed in seguito anche negli Stati Uniti.
Italia: pizza, mafia e mandolino! Ora si potrà aggiungere un buon piatto di pasta e, forse, un pizzico di speranza per gli eredi dell’Impero più potente della storia.












