Lo scorso autunno tutti i media insistevano nell'avvertire la popolazione dell'arrivo della "terribile influenza A".
Quasi un novello flagello divino da prevenire facendo ricorso a tonnellate di vaccini che, se non altro, hanno arricchito le case farmaceutiche.
Io non ho fatto il vaccino, fidandomi di quei medici onesti che per fortuna ancora credono alla "Mission" di Ippocrate. Coloro che per primi hanno rifiutato di inocularsi il vaccino, dicendo che la "Suina" non era più pericolosa delle altre influenze; non avrebbe comportato altro che dei giorni a casa ed una cura a base di antibiotici già esistenti in commercio.
Lo scorso anno ho contratto la famigerata "Influenza A", assieme a mio figlio.
Sono stata malissimo, febbre, mal di testa, dolori alle ossa, tosse, raffreddore e ... 10 giorni a casa.
Quando finalmente sono guarita ero debolissima ed avevo perso 2 chili, ma questa era una buona notizia!
Tanti colleghi ed amici erano rimasti a casa, e tanti ne sono rimasti successivamente. Siamo tutti tornati al lavoro dopo una decina di giorni.
Morale: coloro che risiedono nelle "Stanze dei bottoni" delle autorità sanitarie pensano alla loro tasca piuttosto che al nostro benessere.
Quest'anno con tono minore si demonizza lo stesso ceppo influenzale, ancora presente, dando in pasto alla stampa le poche vittime del virus. Chissà perche? Molte persone, purtroppo, ogni giorno muoiono per complicazioni di qualche malattia normalmente banale.
Però, spulciando gli articoli dimenticati dalla maggior parte dei lettori ho scoperto una cosa bellissima.
Il virus H1N1, quello che provoca l'influenza suina, dona una "super immunità" all'individuo infettato; il suo corpo inizia a produrre un gruppo di anticorpi capace di sconfiggere molti altri tipi di virus influenzali. La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell'Università di Chicago.
Allora mio figlio, io e tutti coloro che come noi hanno "sopportato" la famosa e terribile influenza questa sera facciamo un brindisi a numerosi anni di salute!












