... non possiamo permetterlo.

Stampa

Vi siete mai soffermati a riflettere sul motivo che fa sparire da ogni giornale e telegiornale episodi di inconcepibile ingiustizia a volte nel giro di un solo giorno? Non pensate che sia assurdo spendere mesi a parlare delle donne di Berlusconi o delle case di Fini?
E voi donne, a proposito; non trovate terribilmente umiliante vedere come “donnine allegre” riescano a divenire popolari e famose mentre migliaia di giovani e brillanti laureate lavorano – forse – part-time in qualche oscuro call-center?
 

Oggi mi sono nuovamente soffermata a riflettere sul ruolo della donna: i sorrisi sornioni dei professori, la mano morta dei superiori, i commenti poco lusinghieri, … l ‘inaudita violenza che spesso viene celata tra “quattro mura”. Poi a volte si oltrepassa il limite ed una verità tristemente crudele viene a galla.
 
3 ottobre 2010:
<Shahnaz Begum, 46 anni, muore colpita con un sasso dal marito mentre cercava disperatamente di difendere la figlia “Punita” a sprangate dal fratello diciannovenne. La ragazza, che ha riportato un trauma cranico e la frattura del braccio sinistro, era colpevole di non acconsentire ad un matrimonio combinato>
Non è successo in Iraq, ma nel cortile di un edificio del centro di Novi, in provincia di Modena. La famiglia, di origine pakistana – cinque figli – ci viveva da alcuni anni.

Quante storie di vita dietro le donne velate? Quanti drammi non raccontati vissuti tra quattro mura, giorno dopo giorno in una prigione che dura tutta la vita?
Nel corso della mia vita mi sono spesso chiesta: <Per quale motivo milioni di donne accettano di essere ridotte in schiavitù? Come mai non si oppongono strenuamente ai soprusi?>.
Poi ho compreso, purtroppo ho compreso. Non si può uscire dalla miserevole condizione di prigionia quando tutto il mondo che ti circonda vuole tenere in piedi le sbarre di ferro. Mi sono sentita privilegiata per essere nata in un paese dove, almeno sulla carta, le donne godono degli stessi diritti degli uomini; un posto nel quale nessuno può costringermi a girare con il volto coperto, dove voto e decido per il mio futuro, nel bene e nel male.

Ora però inizio a sentirmi vagamente inquieta, perché non è la prima volta che in Italia accadono episodi raccapriccianti. Credo che tutti ricordino la storia di Hina Saleem, la ragazza pakistana di 21 anni che voleva vivere “In modo occidentale”: fu sgozzata il 10 agosto del 2006 a Sarezzo, provincia di Brescia, per volontà dei genitori.
Ed oltre le notizie urlate dai media tante storie di violenza, di soprusi …
Siamo veramente al sicuro?

In Italia abbiamo ottenuto il diritto di voto nel 1946 ed il diritto ad essere elette poco dopo. Nonostante varie leggi sulle quote rosa il numero di donne tra le più alte cariche dello stato è sempre esiguo, e siamo più della metà della popolazione!
Ma non è solo la politica a discriminare le donne, in tutte le carriere lavorative pochissime arrivano a livello dirigenziale e molte volte a parità di lavoro riescono ad ottenere compensi inferiori. Non bisogna dimenticare che la maggior parte degli uomini tende ancora a relegare le donne nelle case, ad accudire figli e anziani, cucinare ecc…
Certo, è facile tornare a casa e rilassarsi quando c’è qualcuno che porta avanti tutto! Ma la cosa più sconcertante è che molte donne sembrano assecondare questo immortale spirito maschilista.

Non dobbiamo assolutamente permetterlo, basta veramente poco per tornare ad essere schiave sottomesse; non possiamo permetterci di smettere di lottare. E’ giunto il momento di rimboccarci le maniche per ritagliarci i nostri spazi e seguire i nostri interessi.
E’ ora di spezzare il circolo vizioso in cui gli uomini vogliono tenerci relegate.  Dobbiamo assolutamente evitare di vederci catapultare in un oscura nuova epoca dell’inquisizione.
Non possiamo rischiare di piombare all’improvviso nel Medioevo, e dobbiamo alzarci e lottare ora. Ora che sembra che ad avere successo siano solo ragazzette con “grandi tette e poco cervello”. Ora che perfino il Presidente del Consiglio si abbandona a sesso con ragazze delle quali potrebbe tranquillamente essere il nonno. Ora che con la crisi le prime a perdere il lavoro sono le donne. Ora che …
 
10 febbraio 2011:
cinque ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 16 anni sono stati arrestati dai carabinieri di Caloria (Na). Lo scorso 22 gennaio avevano portato con la forza in un luogo appartato una ragazzina di 11 anni, l’avevano immobilizzata e spogliata. La violenza era cessata solo grazie all’intervento di alcuni passanti attirati dalle disperate grida di aiuto.
 
Quattordici e sedici anni. Anche le giovani menti stanno maturando verso il sesso femminile il senso di onnipotenza dal quale i maschi non riescono proprio ad affrancarsi.

Non dobbiamo assolutamente permetterlo. Non lasciamo che quallcuno possa dire ancora: E' sempre la solita storia...

 
 
 

L'Inserimento dei Commenti è subordinato alla registrazione al sito, al fine di evitare l'inserimento di messaggi non attinenti.

 
Please wait while JT SlideShow is loading images...
La Notte dell'Aquila - La vera storia di una tragedia che si poteva evitareLa Notte dell'Aquila - La vera storia di una tragedia che si poteva evitareLa Notte dell'Aquila - La vera storia di una tragedia che si poteva evitare
Please wait while JT SlideShow is loading images...
Introduzione al metodo degli elementi finiti applicato a calcolo strutturale e geotecnicoAnalisi Geotecniche di Fondazioni Superficiali e PaliGeotecnica - Guida pratica alla luce delle nuove NTCHOEPLI - Lesioni degli edifici

Archivi


Crepe nella tua Casa? L'Esperto Risponde
Crepe nella tua Casa?
L'Esperto Risponde