8 marzo 2011: centenario della festa della donna o carnevale?

Stampa

altSono mesi che tutto il paese si prepara a festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia; forse non tutti sanno che nel 2011, l’otto di marzo, ricorre anche il centenario della “Festa della donna”.
Alcuni non concordano sulla scelta del 1911 per l’inizio di questa ricorrenza, hanno già festeggiato nel 2008.

La scelta del 2008 fa riferimento ad un brutto incidente sul lavoro: la morte di un numero non ben definito di operaie (tra 29 e 129), rimaste uccise nell’incendio di una fabbrica di New York della quale i proprietari avevano sigillato le porte per impedire ai dipendenti, in maggioranza donne, di allontanarsi dal lavoro.


Anche i fautori del centenario nel 2011 fanno riferimento a medesimo, increscioso, episodio.
Nel 1910 durante il congresso dell’Internazionale socialista a Copenaghen, la direttrice della rivista L’Uguaglianza (grande mediatrice della politica) accolse il progetto della delegazione americana per ricordare la tragica morte delle operaie nell’incendio e lanciare un’unica grande giornata internazionale incentrata sul voto alle donne. Negli Stati Uniti la giornata della donna aveva già una sua storia ed alcune esperienze frammentarie erano state fatte in Europa. A quel punto si voleva ratificare l’esistenza della giornata e renderla internazionale.
Sulla questione del voto alle donne i socialisti erano divisi; la proposta non passò e bisognò aspettare l’anno seguente, 1911, per la prima giornata della donna. Da qui la divisione tra chi prende a riferimento il 1908 e chi invece afferma che,dato che la prima giornata della donna risale al 1911, il centenario ricorre nel 2011.
 
8 marzo 2011.
 
Impazzano i festeggiamenti per il carnevale, vie e piazze si animano e si colorano di coriandoli, i carri allegorici sbeffeggiano la politica mentre tutta la Penisola organizza feste in maschera. Quanti ricorderanno anche le dure battaglie che le donne hanno combattuto, e continuano a combattere, per affermare dei diritti che dovrebbero essere naturali?
IL Parlamento europeo ha organizzato a Strasburgo un seminario dedicato alla leadership femminile. L’Unione delle donne in Italia ha programmato una premiazione ed una tavola rotonda a Roma.
Forse la mattina dell’8 di marzo, dopo aver evitato le bande di ragazzi che lanciano uova e farina o, peggio, cercano di colpirmi con il manganello di plastica, troverò sulla scrivania un ramo di mimosa. Un dolce pensiero di un collega che probabilmente nulla sa della difficoltà di essere donna e lavoratrice!
 
La storia della giornata della donna è stata irta di difficoltà; all’inizio era ricordata in una manciata di paesi.
Nel 1917 a Pietrogrado operaie e contadine scesero in piazza contro lo Zar: fu l’inizio della rivoluzione, era il 23 febbraio per il calendario Giuliano, l’8 marzo per quello vigente in occidente!
Nel 1921 a Mosca, nel corso della seconda conferenza delle donne comuniste fu adottata la data del “28 febbraio/8marzo" come quella in cui festeggiare la “giornata dell’operaia”.
Quando le donne russe riuscirono ad accordarsi con le donna americane … 8 marzo fu! Era nata la Giornata internazionale della donna.
 
Nel settembre del 1944 nacque a Roma l’UDI (Unione Donne Italiane), l’associazione decise di celebrare l’8 marzo 1945; furono le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera. Nel frattempo a Londra veniva approvata ed inviata al’ONU una “Carta della donna”, con richieste di parità di diritti e di lavoro.
Poi la guerra finì, l’8 marzo del 1946 fu festa nell’Italia intera e, per la prima volta fu usato come simbolo il fiore di mimosa, tante soffici palline che  nei primi giorni di marzo allietano giardini e terrazze.
Ma la festa del gentil sesso non era destinata ad aver vita facile; negli anni ’50 distribuire mimose in quel giorno divenne un gesto “atto a turbare l’ordine pubblico”. Nel 1959 le parlamentari Pina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna festa nazionale: l’iniziativa cadde nel vuoto.
altBisognerà attendere gli anni ’70 ed il movimento femminista per sancire definitivamente la giornata della donna. Nelle movimentate piazze in quegli anni echeggiava lo slogan “Donna, donna non smettere di lottare, tutta la vita deve cambiare”.

Lo slogan di quest’anno recita: “Il corpo è mio e non ha prezzo”. Sembra un tragicomico riferimento all’attualità, un’attualità che induce a pensare che gli anni di lotte non abbiano portato ad alcun risultato. La mente torna ad un passato ormai dimenticato, quando le donne urlavano a squarciagola: “L’utero è mio e lo gestisco io”.
 
L’8 di marzo del 2011 come al solito sarò al lavoro, accenderò il mio computer e darò un’occhiata alle ultime notizie. Le prime pagine saranno dedicate alla festa della donna, al carnevale, oppure – ancora una volta – alle tante “donnine allegre” dei “grandi della politica”?
 
 

L'Inserimento dei Commenti è subordinato alla registrazione al sito, al fine di evitare l'inserimento di messaggi non attinenti.

 
Please wait while JT SlideShow is loading images...
La Notte dell'Aquila - La vera storia di una tragedia che si poteva evitareLa Notte dell'Aquila - La vera storia di una tragedia che si poteva evitareLa Notte dell'Aquila - La vera storia di una tragedia che si poteva evitare
Please wait while JT SlideShow is loading images...
Introduzione al metodo degli elementi finiti applicato a calcolo strutturale e geotecnicoAnalisi Geotecniche di Fondazioni Superficiali e PaliGeotecnica - Guida pratica alla luce delle nuove NTCHOEPLI - Lesioni degli edifici

Archivi


Crepe nella tua Casa? L'Esperto Risponde
Crepe nella tua Casa?
L'Esperto Risponde