La storia ormai si ripete ad ogni ricorrenza!
A dicembre aumenta il prezzo di panettoni e zamponi, ad agosto si impennano le tariffe del carburante ed ora, quando ci prepariamo a festeggiare la Pasqua, uova e colombe subiscono un aumento che varia tra il 7 ed il 18%.
Ma si può rinunciare all’uovo di cioccolato?
L’uovo è ovunque il simbolo della Pasqua.
All’alba della storia si pensava che il Cielo e la Terra fossero le due metà dello stesso uovo. Quando a primavera essi si riunivano vi era il ritorno alla vita. Del resto a primavera gli uccelli preparano il nido annunciando che i rigori dell’inverno sono ormai finiti!
In Grecia, in Cina ed in Persia le uova venivano scambiate come dono nel corso delle feste di primavera. In Egitto l’equinozio di primavera era la nascita del nuovo anno; era abitudine regalare uova decorate.
I nostri avi credevano che le uova avessero poteri speciali. A volte venivano interrate nelle fondamenta delle case per tenere lontano il male, altre portate in grembo dalle donne per scoprire il sesso del nascituro. Le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova dimora.
Con l’avvento del Cristianesimo le uova divennero simbolo della rinascita: come un pulcino esce dall’uovo così Gesù uscì vivo dalla tomba.
L’usanza di donare uova preziosamente decorate si riscontra già nei libi contabili di Edoardo I d’Inghilterra, dove è scritturata una spesa per 450 uova rivestite d’oro.
Le uova più famose furono quelle del maestro orafo Peter Carl Fabergé. Egli nel 1883 ricevette dallo Zar Alessandro l’incarico di creare un dono speciale per la zarina Maria. In quell’occasione ideò il suo primo uovo. Era di platino smaltato bianco, aprendolo rivelava un uovo d’oro che conteneva un pulcino, anch’esso d’oro, ed una miniatura della corona imperiale.
Gli zar ne furono entusiasti ed incaricarono l’orafo di creare una serie di uova da donare ogni anno.
Con il passare dei millenni siamo arrivati al business delle uova di cioccolato. sempre più care e di minor pregio!
Ora la crisi ha svuotato le nostre tasche, ma non per questo dobbiamo rinunciare ad una delle più antiche tradizioni.
Nell’immediato dopoguerra, quando certo non si poteva scialacquare denaro in frivolezze, era usanza lessare le uova da far benedire durante la Messa del Sabato Santo. Ogni famiglia portava sull'altare un cestino di uova colorate. I colori venivano ottenuti cuocendo le uova insieme a verdure (si otteneva il verde) o con rape rosse (per il rosso ovviamente!)-
Le uova benedette venivano poi consumate a colazione la domenica di Pasqua. (In ogni casa vi era una "Pizza di Pasqua" casalinga, infinitamente più buona e meno cara della "Colomba").
Oggi esistono in commercio colori atossici con i quali possiamo dipingere le nostre “uova di Pasqua a costo zero”.
Ps. La fede consumatori ritiene che potrebb aumentare anche il costo delle confezioni di uova fresche: non c’è più religione!
Se hai voglia di decorare la tua ca con deliziosi rami di pesco prova a realizzarli con avanzi di stoffa.












