Quando Babbo Natale compila statistiche

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Non ho ancora capito da quale magico calcolo il giorno dopo Natale spuntino le statistiche aggiornate sui consumi. L'unica spiegazione che riesco a darmi è che gli statistici siano coadiuvati da Babbo Natale!


Oggi, complice la crisi, non è difficile affermare che gli Italiani abbiano speso meno degli anni trascorsi. Ma sulle cifre
Comunque puntuale è arrivato il comunicato della Coldiretti che è riuscita a stimare una spesa  si 2,3 miliardi di Euro per la cena ed il pranzo natalizi. Cifra ragguardevole ma che segna un decremento del 18% rispetto al 2010. Gli elfi hanno comunicato che per trovare un livello così basso bisogna retrocedere al 2001! Quello che, purtroppo, ricordo di quell'anno è il crollo delle torri gemelle; la crisi era ancora lontana da venire.
Ma, cosa ancor più strabiliante, la mattina di Santo Stefano la Coldiretti era già riuscita a calcolare la percentuale di cibo avanzato dalle tavole imbandite: circa il 25%. Giungerà in tempo l'invito a non gettarlo nella spazzatura?
Però il lavoro di Babbo Natale non si è esaurito tra tonnellate di cibo; per aiutare la Codacons egli ha studiato le vendite di doni e addobbi ed è riuscito addirittura a scoprire che ogni italiano ha speso, per addobbi e luci, 48 Euro. Io ho sostituito solo una serie di luci fulminata, circa 9 Euro, il resto è apparso miracolosamente dagli scatoloni in cantina!

Purtroppo - per gli operatori turistici - sono in calo le spese per i viaggi, ma so per certo che ancora c'è chi ricorre al credito per pagarsi una settimana sulla neve. Bisogno insopprimibile?

Il settore che sembra avere il peggior risultato è quello dell'abbigliamento. Qui il calo delle vendite ha raggiunto la vertiginosa cifra del 30%.
Ricordate cosa accadeva fino ad una trentina di anni fa? Nell'armadio c'erano due paia di jeans, magari una gonna per le occasioni speciali e quattro o al massimo cinque maglioncini di lana. Un nuovo capo si acquistava solo quando se ne doveva sostituire uno liso e, spesso, si aspettava il Natale solo per attendere la tredicesima mensilità. Oggi il significato di bene durevole sembra essere sparito. Secondo l'economia è quel bene che spende la propria utilità nel corso di vari anni; al contrario dei beni di consumo che invece sono quelle cose che possono essere utilizzate solo una volta (ad esempio il cibo).  Anni ed anni di scelte scriteriate hanno indotto il popolo a considerare gli abiti beni di consumo, sarebbe ora di riconsiderare la cosa.

Per concludere il Codacons ha dichiarato che gli italiani, in questo momento di grave crisi, dopo un Natale caratterizzato da tradizionali e meno costosi festeggiamenti in famiglia, non ricorreranno nemmeno ai saldi.


Senza minimizzare il grave problema economico, che spinge le famiglie a tagliare sempre più le spese, penso che forse - finalmente - potremmo godere nuovamente dello Spirito Natalizio riscoprendo gli ottimi prodotti del nostro territorio. Facendo rivivere tradizioni e ricette di un passato che non è poi così lontano sarà possibile riequilibrare una vita che da parecchio tempo ha sacrificato ogni ideale al "Dio Consumo".

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