"E intanto corre questo reo tempo"
Il primo gennaio dell'anno 2002 Carlo Azeglio Ciampi, uno dei suoi padri più convinti - che all'epoca risiedeva al Quirinale - accoglieva il neonato Euro.
La nostra millenaria Lira spariva per sempre assieme al Franco Francese, al Fiorino ed al potentissimo Marco Tedesco.
Fu proprio la Germania che, grazie alla forza della sua moneta, modellò la Banca Centrale Europea con i connotati che oggi ben conosciamo. La povera e svalutata Lira non aveva potere contrattuale, anzi, il nostro paese per poter adottare l'Euro fu costretto ad imporre un'apposita tassa che gli permise di iniziare un'avventura ad undici. La Grecia dovette attendere un intero anno per unirsi al gruppo, tempo concesso per "aggiustare" i suoi conti pubblici!
Quest'anno la moneta europea ha compiuto dieci anni; a festeggiarla siamo in diciassette. Sarà forse colpa del numero nefasto la sua crisi profonda?
Mentre "medici illuminati" cercano di trovare una "cura" per farla sopravvivere l'anno si apre con la definitiva tumulazione delle vecchie Lire; la manovra della Vigilia di Natale ha di fatto anticipato la data, 31 marzo 2012, in cui scadeva il termine per poterle convertire in Euro. Così Babbo Natale ha regalato alle casse dello Stato un "tesoretto" di circa un miliardo. Una goccia nell'oceano!
Frattanto proseguono le "Grandi Manovre" atte a far ripartire l'economia. Dopo gli aumenti di Capodanno dalla "Stanza dei bottoni" ci promettono tagli alla spesa pubblica e riforme che permettano di aumentare l'occupazione e risollevare il nostro agonizzante PIL.
Chissà se finalmente verrα abolito il pacchetto di "Enti inutili" - molti dei quali ignoti alla stragrande maggioranza della popolazione - che rimbalza da almeno un paio di legislature? Forse spariranno le Giunte Provinciali; magari oltre al risparmio si otterrà una burocrazia meno faragginosa!
I parlamentari sembrano invece essere intoccabili, sia nel numero "occorre una legge costituzionale per ridurlo" che nel compenso. Ma, se il Governo non è competente nello stabilire gli stipendi di deputati e senatori essi stessi, nelle persone dei rispettivi presidenti, hanno promesso una riduzione a partire dal famigerato 2012.
Come prima mossa l'ufficio stampa della Camera, dopo attenta ricerca, ha dichiarato che l'indennità parlamentare dei deputati si aggira, in media, sui 5.000 Euro netti (11.283,28 lordi).
In prima analisi - si tratta di uno studio di massima da sottoporre a opportune verifiche - i compensi sembrano quindi essere inferiori a quelli percepiti negli altri paesi europei. Inoltre l'indennità si riduce per i deputati che svolgono un'attività lavorativa per la quale percepiscono un reddito pari o superiore al 15% dell'indennità stessa; ma nulla si è detto su tutte le spese che lo stato si accolla per collaboratori a vario titolo!
E allora, se un comune impiegato guadagna in media 1.500 Euro mensili, sembra congruo retribuire un parlamentare con 5.000 Euro, ma...
... Mi spiegate per quale strano motivo il modesto impiegato va al lavoro con la sua auto o mezzi pubblici, pagandoli, non ha autista e portaborse ...
Sono appunto i famigerati quanto ingiustificati "privilegi" che fanno indignare i cittadini e spingono le masse ad insorgere contro uno stato sempre più "Ladrone".
A volte qualcuno cerca di dare il buon esempio. Tempo fa sono stati ricondotti a prezzi di mercato i pasti serviti dal ristorante del Senato; con le nuove tariffe un pasto completo costa una trentina di Euro. I senatori hanno ritenuto che con la misera cifra di 5.000 Euro non potevano permettersi un pasto così caro ed hanno disertato in massa il ristorante, che si è visto costretto a licenziare i camerieri.
Mi sento proprio spendacciona! Con il mio modesto stipendio pranzo ogni giorno in qualche grazioso ristorantino, non di lusso ma pulito e con ottima cucina.
Con il nuovo anno è arrivato il turno dei deputati che hanno trovato una serie di aumenti al bar di Montecitorio. Ora pagano una tazzina di caffè 80 centesimi; lo scorso dicembre ne spendevano 60 ed in genere un italiano medio sborsa 1 Euro per un espresso al bar.
Sono rincarati anche i panini: una rosetta farcita con prosciutto e mozzarella che prima si acquistava per 2 Euro e 50 ora ne costa 3.
C'è poi una stangata sugli aperitivi: a dicembre costavano 1 Euro ed oggi si pagano 3 Euro e 50 (4,50 se alcolici). Ovviamente nessuno potrà criticare questa mossa; ci assicurerà discussioni più sobrie da oggi in poi!
L'ultima delle feste invernali è la Befana. Cosa troveremo nella calza? Magari un pizzico di ottimismo che ci permetta di continuare a gioire della nostra vita, quella dove ogni cosa si ottiene con il duro lavoro. Almeno fino al 23 dicembre, ad ascoltare le profezie dei Maja.












