Finalmente anche i parlamentari affrontano la crisi; i deputati rinunciano a circa 700 Euro del loro compenso. Il provvedimento, preso nella giornata di ieri, è immediatamente esecutivo e si unisce all'addio ai vitalizi d'oro a cui gli “Onorevoli” avevano diritto con una manciata di mesi di “lavoro”.
Diminuire di compensi di 1.300 Euro lordi sembra, di primo acchito, un primo – seppur piccolo - passo avanti verso l'equità dei sacrifici, ma...
Prova a non fermarti al “Titolone” del giornale, vedrai che forse non è proprio tutto oro quel che luccica.
I parlamentari ieri hanno varato il promesso passaggio al sistema pensionistico contributivo. Il vecchio sistema adottato, il retributivo, prevedeva il pagamento di una ritenuta soggetta a tassazione, con il sistema contributivo la ritenuta viene sostituita dai versamenti contributivi che sono esentasse. La differente imposizione fiscale ha come conseguenza un abbassamento delle “Trattenute in busta” di circa 700 Euro!
Ma mi prendi per il … ?
Caro parlamentare, rinunciare a un incremento io non lo chiamo “riduzione”, ma “saldo invariato”. Cosa tra l'altro confermata anche da un componente dell'ufficio di presidenza di Montecitorio che ha dichiarato: «Visti i sacrifici richiesti a tutti i cittadini, non ci sembrava il caso di lasciar passare un intervento di quel genere».
Un'ultima “Chicca”: sai dove andranno a finire i soldi risparmiati?
Finiranno in un fondo per far fronte a eventuali ricorsi.
Ti chiedi quali ricorsi?
Ebbene, sono già 20 i parlamentari che si sono opposti, presentando regolare ricorso, al nuovo regime previdenziale!












