Pensate che il clima stia cambiando?

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altLa terra nella sua lunga vita ne ha viste delle belle!
Eruzioni vulcaniche, terremoti, bombardamenti di meteoriti … il tutto allietato da ricorrenti inondazioni causate dai capricci di un clima ballerino. Le ere glaciali intrappolavano le acque nei ghiacciai; acque che con il ritorno di temperature più miti andavano a sommergere le terre che circondavano gli antichi mari.
Le ere si sono accavallate e, mutando incessantemente, la vecchia è cara Terra è giunta fino a noi. La nostra vita sul pianeta non dura più di un battito di ali, non siamo certo in grado di percepire i lentissimi cambiamenti che si verificano sul pianeta, ma da tempo gli scienziati hanno iniziato a sospettare che il clima stia mutando molto velocemente, considerati i tempi geologici!


Ad iniziare dalla metà del XX secolo studiosi di tutto il mondo hanno riscontrato un incremento delle temperature medie sulla superficie della terra; un aumento stimato di 0,74 (con uno scarto di 0,18) gradi centigradi.   (dal rapporto 2007 del Intergovernmental Panel on Climate Change IPCC)).
Gli incrementi maggiori sono stati osservati a partire dalla metà del secolo; sono stati attribuiti all’aumento della concentrazione dei gas serra, causati dall’attività dell’uomo con l’ uso dei combustibili fossili e la deforestazione. Gli scienziati pensano che nel corso del XXI secolo la temperatura possa innalzarsi ulteriormente; i modelli previsionali stimano l’incremento in un range compreso tra 1,1  e 6,4 gradi centigradi. Un tale aumento comporterebbe un innalzamento del livello dei mari, che andrebbero nuovamente a sommergere terre prima emerse; la storia si ripete! Si sconvolgerebbe l’odierno sistema di precipitazioni innescando un espansione dei deserti subtropicali.

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A sinistra: Variazioni delle temperature registrate negli ultimi 30 anni dai satelliti. A destra: temperature medie annue (blu) e medie per 5 anni (rosso). Ricostruzioni IPCC degli ultimi 150 anni. (da Wikipedia).

altImmaginate di avere nel garage una macchina del tempo; avete voglia di fare un giro nella preistoria?
Prima della costruzione della prima piramide, quando ancora si viveva in grotte e ripari di legno e paglia, la temperatura media dell’aria in superficie era di circa due gradi centigradi superiore a quella odierna. Circa 8.000 anni fa faceva dunque un poco più caldo, ottima circostanza visto che per scaldarsi i nostri avi disponevano solo di un fuoco di legna!
Dopo aver fatto una passeggiata sulla riva di un antico mare torniamo al nostro mezzo e retrocediamo ancora: 20.000 anni fa. La cultura neolitica stava per fare i primi timidi passi in Italia. Gli uomini abitavano nelle caverne in inverno, in estate erano nomadi. La temperatura dell’aria in superficie era di circa 4,5 gradi centigradi inferiore a quella attuale; gli inverni erano molto rigidi. Quasi tutta la popolazione viveva vicino al mare, in grotte esposte a Sud. Le Alpi erano ammantate da un’imponente coltre glaciale, anche gli Appennini mostravano i segni di una piccolissima glaciazione. Con le acque imbrigliate dalla morsa dei ghiacci il mare Adriatico era disseccato e la Pianura Padana appariva una landa perigliaciale desertica; una vasta distesa coperta dalla sabbia sollevata da gelidi venti di provenienza nord-orientale, che giungevano a valicare il crinale appenninico ed invadevano le pianure interne fino a Firenze ed Avezzano.
Poi il clima mutò, le acque si riversarono nuovamente negli oceani provocando alluvioni che lasciarono nelle primitive menti una traccia indelebile; ancor viva nella memoria quando molti millenni dopo gli uomini iniziarono a scrivere le loro storie.

Da 20.000 anni fa il livello degli oceani non ha cessato di alzarsi, via via a velocità diverse. Da 8.000 anni a questa parte la velocità è stata pressoché costante, e così lieve da non creare allarmi.


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Siamo tornati a casa, la macchina del tempo è parcheggiata nel garage e sorseggiamo un buon Brandy, seduti in una comoda poltrona davanti ad un cammino acceso. E’ inverno, fuori fa freddo ma la nostra casa è calda ed accogliente. Il fuoco che era unica fonte di calore per i cavernicoli è solo arredamento; l’impianto di riscaldamento avvolge di tepore ogni angolo del nostro “nido”, ma a che prezzo?
L’IPPC ritiene che con le nostre attività abbiamo dato il via ad un periodo di riscaldamento del globo in un momento nel quale  i fattori naturali avrebbero
invece portato ad un raffreddamento.

In passato, quando la natura era libera di seguire tranquillamente il suo corso, le variazioni climatiche si verificavano in seguito a variazioni nelle emissioni solari. L’attività del Sole viene misurata in base al numero di macchie solari che compaiono, ciclicamente, sulla sua superficie. Quando più il numero di macchie è elevato tanto più  il Sole è in attività ed emette maggior energia nello spazio circostante.
L’ astronomo svizzero,  Rudolf Wolf,  negli anni cinquanta dell’Ottocento, ideò un sistema per calcolare la quantità di macchie solari; introdusse un indicatore, il “numero di Wolf”,  tramite il quale è stato scoperto che essa oscilla, seguendo un ciclo regolare. Il numero delle macchie raggiunge ciclicamente un massimo per poi iniziare a decrescere fino ad un minimo dal quale inizia a risalire. Il periodo che intercorre tra un minimo ed un massimo, chiamato  “Ciclo solare”, dura in media 11 anni (può variare tra i 10 ed i 12 anni).
Il “Massimo solare”, ovviamente, non è costante: nel 1816 raggiunse un valore 48,7 e nel 1957 di 201,3. Il valore del 1957 è il massimo più alto tra quelli ora conosciuti. Durante il minimo il Sole è senza tracce di macchie anche per moltissime settimane, mentre durante il massimo si possono osservare da 10 a 20 gruppi di macchie sulla sua superficie. L’ultimo massimo si è verificato nel 2002 con un valore di 120,8. Il ciclo ha avuto una durata  di 12,6 anni, dal maggio del 1996 al dicembre del 2008. Si presuppone che il prossimo massimo si verificherà nel 2013.
 
altLe osservazioni hanno rilevato che nel corso degli ultimi 300 anni il sole ha incrementato la sua attività, aumento che si è intensificato da circa 50 anni. Se prendiamo in considerazione gli ultimi 30 anni possiamo constatare che l’aumento dell’attività solare ha tenuto la Terra lontana da gran parte dei raggi cosmici che contribuiscono alla formazione delle nubi in prossimità del suolo, con un conseguente riscaldamento della superficie.
Quando aumenta l’attività solare aumenta anche il “vento solare” (un flusso di particelle dotate di  un forte campo magnetico che, posto tra il Sole e la Terra, deflette i raggi cosmici).  Le molecole elettrizzate dai raggi cosmici, insieme al pulviscolo atmosferico, riescono a coagulare il vapore acqueo circostante favorendo la formazione delle nubi nella bassa atmosfera, nubi che hanno la proprietà di raffreddare la Terra.
Quindi con l’attività solare intensa ci sarà meno copertura nuvolosa poiché i raggi cosmici saranno maggiormente deviati dal vento solare facendo giungere sulla superficie terrestre maggior energia, contribuendo al riscaldamento climatico. Con un’attività solare più debole sarà maggiore la copertura nuvolosa, diminuirà l’energia che arriva in superficie in quanto essa sarà in parte respinta dalle nubi. Si avrà una diminuzione del riscaldamento climatico.

 
Nell’ultimo decennio l’attività solare sembra aver subito un lento declino; negli ultimi 150 anni solo tra il 1.911 ed il 1.914 l’astro era stato così pigro! Forse è per questo che da un po’ di tempo è tornata ad aumentare la nuvolosità bassa.

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Lascio agli scienziati gli studi sulle dinamiche celesti, senza dimenticare che molti dei fenomeni osservabili del Sole manifestano variazioni cicliche undecennali; ad esempio la frequenza di brillamenti solari o di aurore sulla Terra. E’ molto complicato calcolare come queste attività possano influire sulle variazioni del cima terrestre.

Fino a qualche anno fa la comunità scientifica riteneva che le variazioni più o meno periodiche nell’intensità della radiazione solare non potessero essere in grado di giustificare il forte riscaldamento attuale; al più potevano provocare fluttuazioni di 0,2 gradi centigradi nell’arco di qualche decennio.
 

  Ciclo dell'attività solare dal 1.700 al 2.000
   (Da Wikipedia)


altAttualmente molti studiosi fanno notare che anche un piccolo aumento dell’attività solare influenza in maniera determinante l’area tropicale e le precipitazioni in tutto il globo. Gli effetti si fanno sentire in modo particolare nel forte riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi UVA) nell’aumento della forza degli alisei e nell’aumento dell’evaporazione nella zona tropicale con conseguente aumento di nubi e precipitazioni.
 
Di recente gli scienziati hanno scoperto che tutti i pianeti del sistema solare sembrano subire un aumento della temperatura: i sensori termici dei telescopi hanno rilevato su Giove un aumento di 10 gradi mentre su Marte si assiste ad una forte diminuzione delle calotte polari. Anche sui lontanissimi Urano, Nettuno e Plutone pare la temperatura stia crescendo. A questo punto un dubbio sorge spontaneo: non sarà che il riscaldamento sia dovuto a fattori estranei alla Terra?
E’ tutto nebuloso e misterioso come la galassia, nessuno sa con precisione se ci sia lo zampino del sole, se ci a le variazioni di quantità della polvere interstellare – che filtra i raggi dell’Astro – o se un’entità ancora ignota sia la causa delle trasformazioni in atto!

altNella sua lunga vita la Terra, come ogni signora che si rispetti, ha frequentemente mutato il suo aspetto. Si è ammantata di candido ghiaccio, ha sfogato la sua ira scuotendosi ed ha versato lacrime di fuoco dal suo interno.
Attualmente è alla fine di un ciclo freddo che abbiamo chiamato “piccola glaciazione”: è iniziato nel 1550 ed è terminato nel 1.800. Seguiva un periodo più caldo detto “medievale” dal 1.100 al 1.400.
Cosa le riserva il futuro?

Nella nostra bella Italia secondo l’APAT l’aumento della temperatura negli ultimi 45 anni è stato di circa 1 grado centigrado (superiore alla media globale). Nello stesso periodo il numero medio di “notti tropicali”, quelle con temperature maggiori a 20 gradi centigradi, è aumentato di circa il 50% ed il numero medio di giorni con temperatura massima superiore a 25 gradi centigradi  del 14%. Nel settore nord-occidentale è piovuto più del normale nei mesi invernali mentre al centro, al Sud e nelle Isole le precipitazioni annue hanno avuto valori lievemente superiori alla norma. Probabilmente dovremo abituarci ad un mutato stato di clima.

Sono anni che se ne parla: si stendono protocolli, si legifera… ma che prove abbiamo sull’esistenza di qualcuno che sia in grado di controllare il clima? Probabilmente l’attività umana ha interferito non poco, così come ha contribuito in larga misura a vari altri scempi perpetrati contro “Madre Terra”, ma è quasi certamente troppo tardi per arrestare i cambiamenti climatici in atto… Non è mai troppo tardi per smettere di agire in maniera sventata, siamo ancora in tempo per cessare di peggiore la situazione giorno dopo giorno.
 
Incuriosita non poco dall’argomento ho reperito I dati delle temperature rilevate nella città di Pescara dal 1973 al 2010 ed ho pensato di ricavarne un semplice grafico. Eccolo!

 
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Non sembra essere allarmante, la temperatura media delle massime è di 19,71 gradi con una deviazione di 3,35. Le minime riportano una media di –2,82 con una deviazione di 1,77.
 

Il picco massimo si è avuto nel 1989 e la minima notturna più bassa è del 2010. Alla faccia del riscaldamento!
Scherzi a parte; l’andamento facilmente interpolabile con una retta non sembra presagire, almeno per la città natale di Gabriele D’Annunzio, uno scenario di Sahariana memoria.

 
 
 
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