Riformare imparando dal passato

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altINNOVAZIONE AD OGNI COSTO?
 
In un passato così remoto da perdersi nelle pieghe del tempo un piccolo pianeta appena nato gira attorno ad una grande stella. Va pian piano perdendo la sua incandescenza mentre ruota attorno al suo astro e su se stesso, soggetto ad innumerevoli collisioni e reazioni chimiche dalle quali si sarebbe sviluppata quella che oggi chiamiamo vita.
Dai primi frammenti di materiale genico ad una Terra simile a quella che ammiriamo oggi i millenni si sono accumulati. L’evoluzione con estrema calma ha infine portato una “simpatica scimmietta” ad abbandonare il suo albero … e fu l’Homo Sapiens!


L’evoluzione aveva raggiunto il suo apice?
IL nostro antico avo iniziò a comprendere che l’ambiente poteva essere mutato, reso più idoneo al suo benessere, così in un’epoca che in seguito sarebbe stata chiamata Paleolitico vide gli albori la tecnologia, con l’introduzione di strumenti in pietra. L’attività umana era rivolta essenzialmente alla caccia ed alla raccolta di frutti spontanei, le abitazioni ripari naturali o semplici capanne ricavate dalle pelli degli animali. Fu probabilmente una fortunata casualità che portò alcuni “clan” alla comprensione che il fuoco poteva essere controllato, poi apparvero le prime armi, senza che peraltro vi siano tracce di qualcosa di simile alla guerra, lance e clave che facilitavano la predazione e quindi aumentavano la possibilità di avere proteine a sufficienza nell’alimentazione.
Per il genere umano, lentamente ed in maniera naturale, l’evoluzione era stata sostituita dall’innovazione.
Tutto questo avveniva nel volgere di qualche millennio, mentre i secoli si accavallavano quasi staticamente uno sull’altro, fin quando apparve l’innovazione che portò al primo cambiamento epocale della storia: l’uomo capì che era possibile coltivare le piante ed allevare gli animali in modo da affrancarsi  dall’eterno peregrinare alla ricerca di risorse in vasti territori. Era nata l’agricoltura , e con essa lo sviluppo delle prime grandi civiltà e, come  conseguenza, di tutto ciò che ci circonda.
Negli oltre quattromila anni che ci separano da quelle primordiali coltivazioni le innovazioni si sono susseguite, spesso in sordina e con ritmi lenti. Alcune sono state utili alcune altre inutili ed alcune, purtroppo, dannose. I nostri antenati hanno inventato armi sempre più potenti; hanno creato la guerra e non sono riusciti ad eliminarla.
Sei ancora quello della pietra e della fionda (…) con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio”.
Il poeta non era memore, nello scrivere questi versi, che pietra e fionda erano stati ideati al solo scopo di cacciare per procacciarsi il cibo.
 
Dopo aver girato con calma le lunghe pagine della storia, verso la fine del XVII secolo un nuovo fermento sembrò spingere quelle “antiche scimmiette” verso una voglia di rinnovamento in ogni  cosa, grande o piccola che fosse. L’Illuminismo portò alla scoperta (o riscoperta) di nuovi modi di creare … innumerevoli innovazioni portarono alla rivoluzione industriale, alla creazione degli stati nazionali ed indipendenti, al sovvertimento di tutte le certezze tramandate di generazione in generazione.
Il XIX secolo ha visto l’alba del telefono, dell’automobile, del diritto di voto a tutta la popolazione. Arrivati nel XX secolo i cambiamenti si sono fatti sempre più veloci, coinvolgendo sempre più gente. Due guerre, due rinascite, il nazifascismo… l’uomo sulla luna.

Appartengo ad una generazione singolare: le nonne tiravano l’acqua a pozzo e lavavano i panni al fiume; le figlie, premendo il bottone di una lavatrice…” Scriveva Cesare Marchi nel suo libro “Quando eravamo povera gente”.
Alla fine del percorso eccoci: popolazione che ha festeggiato l’anno 2000. Un’esistenza frenetica, un eterno cercare di tenere il passo con una tecnologia che domani archivierà come obsoleto ciò che ieri era all’avanguardia. Ad ogni stagione assieme al guardaroba cambiamo il cellulare, il computer, l’automobile con il navigatore satellitare…
Ovunque, a qualunque livello il termine innovazione rimbalza tra i discorsi su qualsivoglia argomento. I famosi “4 amici al bar” discutono sul metodo innovativo dell’allenatore della squadra del cuore, le casalinghe seguono una dieta innovativa per essere sempre in forma, la pubblicità ci martella con proposte di prodotti  “dalla lametta da barba ad innumerevoli lame alla lavatrice che abbatte l’inquinamento!”, innovativi! A ben altri livelli si discute di politiche innovative, PD docet, ma forse lo scopo è sempre lo stesso!
Vogliamo riformare la politica, l’istruzione, la sanità, i trasporti, la viabilità…
Siamo sempre pronti a gettare tutte le esperienze passate, ma forse sarebbe meglio fermarci un attimo a riflettere. Imparare dal passato rigettandone gli errori ma valorizzando i successi sarebbe forse la strada giusta da seguire per costruire un futuro migliore. Non vi può essere progresso rinnegando tutto quello che ci ha plasmato.
Innegabili miglioramenti in  campo medico hanno reso la nostra vita più lunga, la tecnologia ci ha affrancato da lavori faticosissimi ed ha diffuso il benessere in larghe fasce della popolazione, abbiamo annullato le distanze grazie a mezzi di trasporto sempre più potenti e sicuri. Ma abbiamo anche creato ed usato la bomba che ha annullato le città di Hiroshima e Nagasaky, sintetizzato droghe che distruggono la volontà dei nostri giovani ed arricchiscono uomini senza scrupoli, e costruito un mondo che per rincorrere un capitalismo esasperato ha portato ad un consumismo inutile e dannoso che rischia di scaraventarci in un’ irreversibile corsa verso il declino della civiltà così come la conosciamo.
In questo mondo  invaso da una tecnologia esasperata, dove come in una corsa automobilistica ci si batte per il millesimo di secondo forse troveremo sempre meno natura, meno bellezza e, cosa non trascurabile, meno cultura. La storia educa, ma non la si studia più, l’educazione alla convivenza civile, ieri inculcata dalla Chiesa e dalla famiglia si trova oggi in un limbo dimenticato.

Bella parola: innovazione. Stupenda quando porta ad un miglioramento reale, dannosa quando spinge attraverso persuasione pubblicitaria ad acquistare beni inutili e costosi, assolutamente distruttiva se porta malattia e morte.
La vita ci è stata data in prestito per i nostri figli”; riusciremo a rendergliela migliorata o, almeno, non peggiorata?

 
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